GIUBILEI DI PROFESSIONE RELIGIOSA "Ti ho amato di un amore eterno, per questo tisono fedele"
Il 4 settembre 2026, presso la Cappella di Casa Madre, nella Memoria Liturgica della Festa di Maria Madre del buon Pastore, abbiamo celebrato gli anniversari di Professione Religiosa. La Celebrazione Eucaristica è stata presieduta da Mons. Vincenzo Viva, Vescovo della Diocesi di Albano Laziale e hanno concelebrato alcuni fratelli della Società San Paolo e don Gianfranco Poli, vicario episcopale per la Vita Consacrata.
Ma perchè celebrare gli anniversari? Nell’omelia il Vescovo ha spiegato bene il senso, a partire dal Vangelo di Giovanni che dice: presso la Croce di Gesù stavano Sua Madre e stavano anche le altre donne. Questo stare sotto la Croce indica una chiave di lettura con la quale pensare anche la consacrazione.

La Madre di Gesù non fugge, non si nasconde, non ha cercato delle particolari spiegazioni. Mentre altri sono scappati, ecco lei è rimasta lì e ha condiviso con suo Figlio, con il Signore, anche la fatica più estrema quella della Croce, resta in piedi mentre gli altri fuggono.
Celebrare 25, 60, 70, addirittura 80 anni di vita religiosa, è anche un celebrare, uno stare in piedi, un essere fedele, una fedeltà che si prolunga nel tempo anche quando, dopo tanti anni si potrebbe essere tentati di fare dei bilanci e dire le cose che sono andate bene, le cose che sono andate meno bene; il vento che soffia contro; le fatiche che ci sono state; a volte l'amarezza che non tutti i frutti li abbiamo visti. Però attenzione, celebrando questi anniversari, certo celebriamo la fedeltà di queste nostre sorelle, ma soprattutto celebriamo la fedeltà del Signore, perché è Lui che è stato fedele, che è stato presente nella vita di queste nostre sorelle.
E sempre attraverso le parole del Vescovo, siamo state sollecitate a ripensare con profonda gratitudine alla chiamata del Signore a pascere il gregge che ci è affidato: proprio perché il Signore è fedele, Lui ha pronunciato dalla Croce un affidamento. Affida la madre al discepolo e affida il discepolo alla madre. Il buon pastore, proprio nel momento in cui dà la vita per le sue pecore, sente il bisogno di fare questo affidamento, non lascia il gregge senza una madre.
La vostra consacrazione è come un affidamento di carattere esistenziale e spirituale. Un giorno il Signore ha guardato anche a voi e vi ha detto, con parole diverse per ciascuna, ecco questi sono i tuoi figli, questo è il campo dell'apostolato, questa è la parrocchia o questo è il ministero che ti viene affidato.
Allora voi in questi anni certo avete servito delle persone, avete incontrato dei bambini, dei giovani, delle donne, delle famiglie con le loro ferite, con le loro attese, siete stati vicini a dei sacerdoti, vicini a delle comunità parrocchiali e diocesane. Ecco sono le persone, ecco il gregge che vi è stato affidato dal Signore. Voi siete state affidate a Maria perché imparaste da lei come si sta accanto a chi soffre, a chi serve.
E durante gli anni dell’anzianità si può fare apostolato? Il mondo nel quale viviamo direbbe, no, questa cultura dello scarto dove gli anziani vengono messi da parte e sembra che nessuno mai debba invecchiare, che dobbiamo vivere un'eterna giovinezza direbbe no.
Papa Francesco lo ha sottolineato varie volte, Papa Leone lo ha richiamato: anche nella terza età, nella vecchiaia, anche nell'infermità si può fare apostolato. È una stagione diversa, è una stagione che ha anche le sue pagine dolorose, ma è da accogliere perché ci insegna delle cose nuove e ci insegna una dimensione profonda dell'apostolato: ci ricorda che un apostolato non sostenuto dalla preghiera, dall'offerta di se stessi, diventa ben presto un attivismo sterile.
Dopo il momento celebrativo, a cui hanno partecipato diversi rappresentanti della Famiglia Paolina, amici e parenti, Mons. Vincenzo Viva ha dedicato tempo per incontrare le sorelle malate. Con ciascuna si è fatto vicino, ha avuto gesti di attenzione e cura ed ha ascoltato con interesse i loro brevi racconti.
La gioia è poi continuata con un momento di fraternità e di convivialità.
Quali parole possono esprimere il rendimento di grazie che sgorga da un cuore riconoscente? “Ti ho amato di un amore eterno, per questo ti sono fedele”. Sì, celebrare un anniversario è crescere nella consapevolezza gioiosa che l’amore di Dio è all’origine della vita e di ogni vocazione e che la Sua fedeltà è da sempre e per sempre.
Sr Irene Tollini





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