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PERCORSO FORMATIVO PER LE SORELLE IMPEGNATE NELLA PASTORALE IN ITALIA

35 minuti fa
Tempo di lettura: 3 min

Dal 28 al 30 settembre abbiamo vissuto, ad Albano Laziale, una tre giorni  di riflessione, ascolto e formazione sulla Pastorale.

A guidare il nostro stare insieme è stato un filo rosso  proposto da Don Ivo Seghedoni, che da quattro anni ci offre il suo prezioso, sapiente e paziente contributo e accompagnamento.

Il tema di questa tre giorni è stato: il Mistero Pasquale nella propria vocazione pastorale. Tema che ci ha richiesto, più di altre volte, di metterci in gioco, di far emergere le “emozioni” che, molto più delle “nozioni”, sono capaci di segnarci  e di orientarci nella vita.

Siamo partite da una domanda provocatoria, sollecitata da una lettura che ha acceso la discussione: siamo una Chiesa che gioca in difesa o in attacco?

Una metafora che però, interpella a fondo le nostre logiche pastorali. Giocare "in difesa" significa spesso cedere alla tentazione della paura: arroccarsi per preservare le strutture, difendere i piccoli numeri rimasti, rincorrere il rassicurante "si è sempre fatto così", per proteggerci dalle avversità di una società  complessa e secolarizzata.

E quando una comunità si chiude in difesa, rischia di trasformarsi in una fortezza inespugnabile, un contenitore, dove ci si consola a vicenda, rischiando di escludere invece di includere.

Giocare "in attacco" — nella logica del Vangelo — significa prendere l'iniziativa, uscire dai recinti rassicuranti, abitare le periferie e andare a cercare l'umano, ovunque si nasconda, per mettersi umilmente in ascolto.

Alla luce del Mistero Pasquale, riconosciamo che Gesù ha superato entrambe le categorie, scegliendo la consegna di sé. La Pasqua ci insegna la via del chicco di grano che cade in terra e muore per portare frutto.

Questa consapevolezza pastorale ha trovato, nel lavoro del giorno successivo, un’ulteriore ricchezza, quando siamo state invitate a scendere nel profondo della nostra storia vocazionale.

Ciascuna di noi ha tracciato, in un disegno personale, la mappa delle “case” apostoliche che ha abitato e che abita ancora.

Condividere  successivamente la narrazione di questo vissuto con le sorelle, è stato un momento emotivo di alta intensità spirituale. In quelle “case” abbiamo visto rispecchiata tutta la nostra vita, le gioie e le speranze, le fatiche e i dolori del nostro percorso personale, umano e spirituale.

La cosa che più ci ha stupito in questa narrazione, è la “Grazia” che ciascuna di noi ha contemplato e riconosciuto per la presenza del Dio Pastore che fa la strada, guida e custodisce ogni passo con fedeltà.

A coronare e illuminare queste risonanze, nel pomeriggio, c’è stata la visione del film La vita nascosta - Hidden Life di Terrence Malick (2019). Questa opera, intensa e profonda, narra la storia vera del beato Franz Jägerstätter, un contadino austriaco che sceglie di dire un "no", radicale e silenzioso, al nazismo e a Hitler pagando, con il martirio, la fedeltà alla propria coscienza  al Vangelo.

Il film ci ha profondamente coinvolte, rispondendo direttamente all'interrogativo da cui avevamo preso le mosse. Franz e sua moglie Franziska non giocano "in attacco", nel senso vistoso e mediatico del termine: la loro è una resistenza silenziosa, una fedeltà quotidiana vissuta tra i campi, l’amore reciproco  e la preghiera. Non cercano il martirio per eroismo, ma non si difendono cedendo al compromesso per salvare la pelle.

È la vita nascosta che cambia la storia. Come scrive George Eliot nella citazione che chiude il film: "Se il bene del mondo cresce, ciò è in gran parte merito di atti non storici; e se le cose tra me e te non vanno così male come sarebbe potuto essere, lo dobbiamo in parte a coloro che vissero fedelmente una vita nascosta e riposano in tombe visitate da nessuno".

Il messaggio più grande che portiamo nel cuore riguarda il nostro modo di stare nella Pastorale.

Una pastorale intrisa di mistero pasquale ci chiede di assumere lo stile dell’incarnazione e della Pasqua.

È uno stile che si fonda nell’ascolto della Parola di Dio che orienta i nostri passi e ci aiuta a rileggere il nostro carisma, affinché, rimanendo fedeli al mandato ricevuto, riesca a dire e a dare Gesù Cristo all’uomo di oggi.

Piera Cori


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