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Uma Bela História

  • Immagine del redattore: Suore Pastorelle
    Suore Pastorelle
  • 1 giorno fa
  • Tempo di lettura: 3 min

Celebrare ottanta anni di professione religiosa di Madre Celina e suor Maria Pia De Luca nel giorno della Santissima Trinità non è stata una semplice coincidenza, ma un segno luminoso del disegno di Dio. La Trinità è il mistero dell'Amore-Comunione che si dona senza riserve, e le nostre due sorelle – una di cento anni e l’altra di novantotto – sono diventate, in otto decenni di vita consacrata, un riflesso vivente di questo Amore che non si esaurisce mai.

La Celebrazione Eucaristica ad Albano Laziale è stata presieduta da don Domenico Soliman, Superiore Generale della Società San Paolo.

Nella prima lettura di questa Liturgia, il Signore passa davanti a Mosè e proclama il suo Nome: «Il Signore, il Signore, Dio misericordioso e pietoso, lento all'ira e ricco di amore e di fedeltà».

 

Guardando Madre Celina e suor Maria Pia, tocchiamo con mano questa "ricchezza di amore e di fedeltà". Ottant'anni di voti religiosi non sono un traguardo umano, ma la prova della fedeltà di Dio che sostiene la nostra fragilità e debolezza.

Madre Celina, in particolare, ha sperimentato questa forza fin da giovanissima: quando il nostro Fondatore, il beato don Giacomo Alberione, la scelse come prima Superiora Generale della nostra Congregazione. Aveva appena 25 anni! Quando lo fece notare al Fondatore, egli sorridendo, le rispose che di questo male sarebbe guarita presto.

Fu davvero una responsabilità enorme per una giovane, chiamata a guidare e a dar sviluppo a una Congregazione poco più che neonata!

La sua vita e la sua fede, ci mostrano che dove le forze umane rischiavano di mancare, è bastata la fiducia nella grazia di quel Dio misericordioso e pietoso, a renderla Madre, guida e punto di riferimento sicuro per ciascuna di noi.

La Parola, inoltre, sottolineava come la Trinità si rivela nel "dono". “Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito”. La vita consacrata non è altro che la risposta a questo amore: un donarsi a Dio e ai fratelli.

Madre Celina e suor Maria Pia hanno vissuto questi ottant'anni consumando la propria vita nel dono di sé, secondo il carisma che don Alberione ha trasmesso a tutta la famiglia Paolina e, in particolare, secondo il carisma specifico di noi Pastorelle.

Hanno amato il Mondo, la Chiesa e le Persone con lo stesso cuore del Buon Pastore che si prende cura, che guida con amore, e che si spende, giorno dopo giorno, nel silenzio, nella preghiera, nell’accompagnamento personale e nel servizio pastorale. Cent'anni di vita per l'una, novantotto per l'altra: due esistenze che gridano al mondo la gioia di donare tutto per il Vangelo.

San Paolo, nella seconda lettura, ci ha rivolto un invito che oggi, ad Albano, è diventato festa visibile: «Fratelli, siate gioiosi, tendete alla perfezione, confortatevi a vicenda, abbiate gli stessi sentimenti, vivete in pace e il Dio dell'amore e della pace sarà con voi».

Quel "tendete alla perfezione" ci ha riportato immediatamente alle parole con cui Madre Celina ci incoraggiava sempre nelle sue conferenze: «Sempre avanti e sempre meglio!». Non un invito a fermarsi o a guardare indietro con nostalgia, ma lo slancio paolino, capace di fissare lo sguardo sul futuro di Dio.

Alla soglia di quasi cento anni, la sua stessa vita ci dice che questo cammino non si interrompe, che l'amore trinitario ci spinge a non accontentarci mai, a camminare con gioia verso il “Regno”.

Per questo ringraziamo: il Padre che ha creato e custodito queste nostre due sorelle, il Figlio che le ha chiamate a seguirlo e lo Spirito Santo che ha mantenuto fresca, audace e luminosa la loro fede per otto decenni. La loro testimonianza rimane per noi una bussola e un mandato: continuare a camminare, proprio come ci ha insegnato Madre Celina: “sempre avanti e sempre meglio”, custodi dell'abbraccio d'amore della Trinità.

Questa comunione profonda si è poi tradotta concretamente nella gioia del pranzo, al quale hanno partecipato i sacerdoti Paolini delle comunità vicine, le sorelle della Casa Generalizia e delle comunità della zona laziale.

Il momento più spensierato è arrivato quasi al termine del pranzo, quando le sorelle di Collemaggiore (Rieti) ci hanno invitate a cantare una "stornellata" preparata proprio per l'occasione. Il testo degli stornelli, composto con arguzia e affetto da suor Carla Valente e suor Maria Moretto, ha messo, simpaticamente, in risalto la vita delle nostre due festeggiate, con un occhio di riguardo alla lunga storia di Madre Celina. Cantare tutte insieme, in modo così gioioso prima del dolce, è stato il modo più bello per “fare famiglia”.

Ci lasciamo alle spalle questa giornata di grazia custodendo nel cuore la loro testimonianza come una bussola preziosa. La vita della Madre e di suor Maria Pia ci ricordano che tutta la nostra vita di Pastorelle è fatta di dono a Dio e ai fratelli, dentro l'abbraccio eterno dell'Amore del Dio Pastore. Alleghiamo a questo articolo anche l’introduzione preparata e letta da suor Cesarina Pisanelli, all’inizio della Celebrazione Eucaristica, e anche la simpatica stornellata.

Sr Piera Cori



 
 
 
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